Geografia

   Riduci
Un paradiso per gli alpinisti, un territorio di affascinante complessità, coronato di vette e ghiacciai e solcato da due corsi d’acqua principali: l’Artanavaz a ovest - con le sue sorgenti nei fianchi del Grand Golliat – e ad est il Buthier, il più importante affluente di sinistra della Dora Baltea, alimentato dal vasto sistema di ghiacciai della Dent d’Hérens. E’ a Roisan che l’Artanavaz confluisce nel Buthier, formando insieme ad esso una Y, con la città di Aosta alla base e i due rami rappresentati dalla valle del Gran San Bernardo, a sinistra, e dalla Valpelline a destra.
 
L'Unité des  Communes valdôtaines Grand-Combin è tutta qui, a nord della Valle d’Aosta, a ridosso del confine di quest’ultima con la Svizzera. La Valle d’Aosta si trova all’estremità nord-occidentale dell’Italia, nell’Europa meridionale. Le maestose guglie di ghiaccio del Grand Combin dominano il paesaggio dell'Unité da nord e, nelle giornate limpide, ingannano anche l’occhio più allenato. Sembrano alzarsi sulla cresta di confine, ma in realtà la montagna più elevata tra il Monte Bianco e il Cervino – 4314 metri – giace interamente in territorio svizzero. Le montagne che circondano il territorio dell'Unité ricadono nelle Alpi Pennine, sospese tra i 3238 metri del Grand Golliat a ovest – sulla cresta che guarda verso Val Ferret - e i 4175 metri della Dent d’Hérens a est. A sud importanti cime fanno da spartiacque con la Valdigne a occidente – il Mont Fallère supera i 3000 metri – e, a oriente, con la Valle di Saint Barthélemy e la Valtournenche: Becca di Viou, Faroma, Becca di Luseney, Château des Dames e Grandes Murailles. A dividere la valle del Gran San Bernardo dalla Valpelline c’è l’ampio dosso di pascoli e lariceti che domina Etroubles e Allein.
 
Di assoluto interesse la flora della zona, con boschi ricchi di latifoglie – ontano bianco e ontano verde – e conifere: larice, abete rosso, pino cembro. Al margine superiore dei boschi – 2100 metri di quota – si aprono pendii ricchi di pascoli e fioriture tipiche dell’ambiente montano: botton d’oro, genziana, viola, stella alpina, rododendro. Oltre i 2600 metri solo la cosiddetta flora pioniera – ranuncolo, saxifraga - riesce ad adattarsi agli sconvolti pendii detritici non ancora stabilizzati. Per quanto riguarda la fauna, Gran San Bernardo e Valpelline sono note per la presenza di una nutrita colonia di cervi, provenienti dal Vallese. Sono avvistabili anche camosci – si muovono a branchi nell’Alta Valpelline – caprioli e stambecchi. Lepri, scoiattoli, linci, volpi, ermellini popolano i boschi mentre i cieli sono dominati da rapaci come l’aquila reale, la poiana, lo sparviero e il gheppio. Il clima è quello tipico delle zone montane: temperato freddo, tendenzialmente secco e salubre.


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